Introduzione al Corso di Sceneggiatura

[Questa è la prima lezione del Corso Base di Sceneggiatura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Prima di passare alle lezioni che affrontano i singoli dettagli sulla progettazione di una storia, meglio chiarire subito "perché" bisogna studiare la sceneggiatura.

Ti ricordo che useremo "sceneggiatura" come sinonimo di progettazione delle storie, come abitualmente intesa nei manuali che la insegnano, e non nel senso tecnico della "forma" delle sceneggiature scritte per il cinema. Ciò che studierai qui è applicabile in generale a film, serie tv, romanzi e videogiochi.

Gli insegnamenti di questo Corso Base di Sceneggiatura non ti renderanno in grado di produrre una bella storia se non hai delle valide idee da usare, ma ti permetteranno di esplorare al meglio la tua creatività ed esprimere le tue idee migliori senza sabotarti da solo con incoerenze strutturali o messaggi...

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Riflessioni Conclusive del Corso di Scrittura

[Questo è l'ultimo articolo del Corso Base di Scrittura: se vuoi fare questo corso per imparare a scrivere in modo immersivo ti consiglio di partire con l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura!]

 

Ora hai le basi fondamentali per capire cosa rende efficace la narrativa, se il tuo scopo è quello di emozionare e intrattenere il lettore, e come produrre un testo immersivo in cui la scrittura divenga trasparente e rimanga solo l’esperienza concreta, sensoriale, dell’entrare nel corpo e nella mente del personaggio.

La forza catartica del divenire il personaggio è un’es­pe­­rienza fortissima, incredibile, che può davvero aprire la mente del lettore e insegnargli a vedere il mondo con gli occhi degli altri, al di fuori dei propri schemi a pregiudizi. Divenendo altri, e non limitandoci a giudicarli da fuori, arricchiamo noi stessi.

Non privare i tuoi lettori della vera forza, della vera utilità sociale,...

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Termini Tecnici e Unità di Misura

[Questa è la tredicesima lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Usa le parole straniere il meno possibile: dal punto di vista del personaggio che “vede” sono meno precise rispetto al termine italiano equivalente. Suonano come viste da una persona esterna alla sua cultura e lingua di riferimento (resa da noi in italiano).

Immaginiamo che il protagonista sia Alkiviades, un guerriero di Sparta. Non serve dire kopis per dire spada oppure hoplon per dire scudo. Faccio un esempio con le armi invece che con altri ambiti tecnici perché è più facile che un autore di fantasy o romanzi storici ci incappi, ma il discorso vale ovunque.

Considera che Alkiviades è il PdV e quindi lui pensa da antico greco. E tu quel pensare da antico greco lo stai rendendo in italiano. Come mai allora dovrebbe “vedere” in una...

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Infodump e Incertezze

[Questa è la dodicesima lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Evita le formule di incertezza

Non usare forme incerte come “quasi”, “piuttosto” o simili. Non esiste incertezza nella realtà. Se stai vedendo qualcosa, stai vedendo qualcosa, e non quasi qualcos’altro. Concretizza.

Se vedi un gatto con il pelo rossiccio che manda riflessi arancioni sotto i raggi del sole, lo descriverai così, non dirai che ha il pelo “quasi rosso”. Se un uomo indossa solo le mutande dirai che è in mutande, non che è “semi nudo”.

Spesso i “quasi” e simili formule nascondono la pigrizia del Raccontato. Invece di Mostrare con dettagli concreti e azioni ciò che avviene, si riassume tutto in poche parole statiche e asettiche, incapaci di emozionare, ma molto più...

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Aggettivi e Avverbi di Modo

[Questa è l'undicesima lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Avverbi di modo

Evita gli avverbi in “–mente”. Sono inutili e fastidiosi. Segui la regola per cui ciò che non migliora la frase allora la peggiora (concettualmente sempre all’iceberg di Hemingway e ad Aristotele si torna).

Guarda queste frasi:

  1. In alcuni casi gli avverbi usati sono semplicemente inutili.
  2. In alcuni casi gli avverbi usati sono inutili.

La seconda frase ha lo stesso significato della prima? Sì. Quel “semplicemente” nella prima frase serve a qualcosa? No. Allora è meglio la seconda.

Ora modifico il commento di nuovo, tramutando il timido “in alcuni casi” nella versione più realistica “spesso” e levando “usati”, visto che è sottinteso che se ci sono degli avverbi nella...

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Come Scrivere i Dialoghi

[Questa è la decima lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Come accennato all’inizio del manuale, mi aspetto che tu sappia come sono fatti i dialoghi in un romanzo, il tipico discorso diretto in cui le battute dei personaggi sono riportate parola per parola, introdotte o circondate tipicamente da dei segni grafici come la lineetta (– Bla.), le virgolette caporali («Bla bla.») o le virgolette alte (“Bla bla.”). In Italia le più utilizzate sono le virgolette caporali, mentre nel mercato anglosassone si usano al loro posto le virgolette alte.

Quali utilizzare di questi segni e come gestire la punteggiatura di chiusura delle battute dipende da editore a editore, e spesso ogni collana di un dato editore può avere standard diversi (puoi vederlo facilmente verificando opere di diverse collane della...

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Il Filtro del Personaggio: Approfondimenti (3)

[Questa è la nona lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Ultima lezione di approfondimenti per il Filtro del Personaggio. Dal prossimo articolo passiamo ad altri argomenti di scrittura.

Il Filtro soggettivizza la realtà

Torniamo per l’ultima volta al nostro Gino. Se proprio vogliamo possiamo mettere un commento sul fatto che Gino sia stupido o disonesto sotto forma di pensiero del PdV (esplicito se la penetrazione è sempre leggera o mischiato nel filtro generale se è sempre profonda) o di battuta di dialogo. Ma sia chiaro che lo inseriamo col personaggio in quanto PdV, non come invasione del Narratore!

Il PdV permette certe definizioni vaghe, Raccontate, perché la mente realisticamente pensa talvolta in termini “generici” (idem i dialoghi accettano termini vaghi o avverbi in “–mente”),...

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Il Filtro del Personaggio: Approfondimenti (2)

[Questa è l'ottava lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Proseguiamo con gli approfondimenti legati al Filtro del Personaggio: secondo articolo di tre.

Mostrare ciò che causa la Persuasione

Torniamo al buon Gino di cui abbiamo parlato prima. Se non esistono scene (per quanto brevi, anche solo di poche righe) per Mostrare la stupidità o la disonestà di Gino, ovvero se questi due elementi non hanno spazio alcuno nella storia, c’è da domandarsi se non sia meglio evitare del tutto di Raccontare al lettore un dettaglio insignificante di un personaggio, magari, altrettanto insignificante.

Perché Raccontate al lettore qualcosa che poi non Mostriamo nella vicenda? Perché costruire un Raccontato incoerente con il Mostrato? Tornerò di nuovo dopo su Gino per completare il ragionamento. Prima ti faccio un...

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Il Filtro del Personaggio: Approfondimenti (1)

[Questa è la settima lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Ora che abbiamo terminato il discorso introduttivo sul Filtro del Personaggio, possiamo entrare nei dettagli con tre articoli di approfondimenti. Fanno tutti parte del discorso iniziale sul Filtro del Personaggio, come se tutti e quattro assieme formassero un'unica grande lezione.

Buona lettura!

Poi, dopo, mentre, quando

Tutte le formule come “poi”, “dopo”, “mentre”, “quando” ecc. mettono in relazione eventi diversi tra loro e questa relazione non appartiene al mondo sensoriale perché prevede l’in­fluenza di una mente giudicante a posteriori… ovvero il Narratore. “Finché” o “fino a” hanno già un’applicabilità maggiore, collegano due elementi senza rischio di far...

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Il Filtro del Personaggio

[Questa è la sesta lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Uno dei problemi più comuni nella narrativa è quello del Narratore che “Racconta” (riassume) troppo e “Mostra” (drammatizza) troppo poco. A questo si aggiunge il tipico problema gemello: quando Mostra lo fa in modo confuso per l’assenza di un punto di vista coerente.

Il tipico punto di vista incoerente è quello che in certi momenti favorisce l’immersione (i momenti in cui la scena è filtrata bene) e in altri momenti diventa chiaramente solo un Narratore che “parla delle vicende” (il filtro ben ancorato nell’istante presente salta), come se guardasse i fatti con calma e distacco, magari a volo d’uccello, invece di “viverli” nel momento preciso.

Un brano come questo…

Io e altri due siamo...

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