Dialogue Tag: sai DAVVERO come si usano?

scrittura creativa Jun 13, 2020

Quante volte ti sei bloccato mentre scrivevi un dialogo e ti sei chiesto: "Ma qui posso usare disse? Va bene urlò oppure è sbagliato? Quanti posso usarne?"

I dialoghi erano la mia spina nel fianco quando ero agli inizi, col primo romanzo (un fantasy) che stavo scrivendo nel 2002. Davvero non avevo idea di dove sbattere la testa, per questo ho dedicato tanta attenzione ai dialoghi nelle mie lezioni.

In anni mi sono accorto che è un problema comune un po' a tutti! Diverse volte gli aspiranti corsisti mi hanno chiesto come si utilizzano i dialogue tag, ovvero quelle indicazioni che spesso si inseriscono nei dialoghi per far capire chi parla e come pronuncia la battuta.

Non sono obbligatori, non sono nemmeno la scelta che consiglio di più, ma possono essere utili per variare i dialoghi e sono molto utili in casi specifici.

Partiamo dall'inizio!

I dialogue tag sono quei verbi come "disse", "ribatté", "urlò" ecc. che di norma si impiegano per far...

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Il Punto di Vista spiegato con un esempio semplice

scrittura creativa Jun 04, 2020

Scrivere una storia che cattura il lettore, lo trascina fino all'ultima pagina e la lascia desideroso di leggere altre nostre opere è l'obiettivo di tutti gli scrittori, giusto?

Coinvolgere il lettore, emozionarlo, trasformarlo in un nostro fan avido di ulteriori romanzi e racconti è possibile, se si conosce il segreto della migliore narrativa: padroneggiare il punto di vista.

Questo è l'elemento centrale del mio insegnamento di narrativa immersiva che ha portato autori come Giuseppe Menconi, Marco Crescizz o Livio Gambarini all'avere una base di fan che li stima e li segue da anni. Tutti riescono a "pubblicare" se si impegnano un po', ma pochissimi, come loro, riescono a piacere davvero al pubblico...

... e non a un pubblico qualsiasi, ma a un pubblico difficile formato da lettori insoddisfatti della qualità media delle opere in libreria. Il pubblico che i grossi editori perdono di continuo, ma che gli autori intelligenti e ben formati, e i piccoli...

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Dimmi quando, mentre, poi...

scrittura creativa Apr 09, 2020

In un articolo precedente ti avevo detto che avremmo affrontato l'argomento di come usare i pensieri dei personaggi per applicare un piccolo trucchetto che può migliorare di molto la tua scrittura.

Magari proprio "molto" non è detto, non per tutti quanti, ma se sei cascato in un certo tipo di problema che ti sto per illustrare allora l'effetto potrà essere molto positivo.

Quando leggiamo un normale romanzo ci troviamo un sacco di robaccia che rovinerebbe la scrittura immersiva:

  1. rapporti temporali esplicitati tramite "quando", "poi", "mentre" ecc. invece che mostrati nel loro semplice avvenire in sequenza;
  2. aggettivi vaghi e carichi di giudizio come "bello", "brutto" o formule di vaghezza come "quasi" (se è quasi rosso cosa dobbiamo immaginarci di diverso da rosso? Un rosso slavato che tende al rosa? Un arancione con note rossastre?);
  3. verbi inutili che riassumono senza esplicitare come "provare" (se "provi a buttare giù la porta" esattamente cosa...
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È facile dire "funzionale alla storia", ma...

scrittura creativa Mar 26, 2020

Uno studente del Corso Avanzato mi ha inviato un dubbio molto interessante, e con il suo consenso lo condivido con tutti voi:

Caro Duca,
mi trovo con un problema fastidioso e ho bisogno di un tuo parere.

Nell'ultima storia che sto scrivendo ho un problema legato alle scene di sesso. Non ne sono mai stato un grande fan (in generale sono gratuite e fastidiose). Ma essendo il difetto fatale del protagonista il cedere alle tentazioni della carne, evitare scene scabrose non è semplice.

Sto facendo del mio meglio per tenere tutto nei limiti dell'utile (di fronte a essa, anche la decenza deve cedere!), ma  resta comunque il dubbio di aver scritto un racconto erotico.

La storia mi piace e la sto scrivendo con facilità. Ma se da una parte sento che il personaggio narrante crea empatia col lettore, poiché le sue tentazioni sono comprensibili, dall'altra mi domando: "ma non starò esagerando"?

Grazie mille dell'attenzione e ancora buon lavoro!

- Jacopo

Chiaro...

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Imita la vita: crea un flusso della descrizione

scrittura creativa Feb 09, 2020

Qualche mese fa un corsista, Lorenzo, mi ha inviato una domanda interessante: come fare a scrivere bene, stando attenti ai dettagli mostrati ed evitando collegamenti "raccontati" (mentre, poi, quando ecc.), e allo stesso tempo evitare di scrivere troppe frasi brevi e con strutture ripetitive?

Per esempio, mi scriveva, notava una netta differenza tra alcuni testi ben scritti, ma più acerbi, che segnalo nel Corso Avanzato di Scrittura Creativa e un testo maturo come Sangue del Mio Sangue di Giuseppe Menconi. All'apparenza rispettano tutti le buone norme di scrittura, ma l'ultimo romanzo di Menconi è molto più fluido e variegato nella lunghezza delle frasi.

La trappola di scrivere un sacco di frasi brevi per non cadere in errori è un errore anch'esso, ed è peggiore del problema che cura visto che la scrittura non solo suonerà artificiosa ai lettori, ma sarà anche "irrealistica" in quanto non simulerà l'esperienza sensoriale...

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Riflessioni Conclusive del Corso di Scrittura

[Questo è l'ultimo articolo del Corso Base di Scrittura: se vuoi fare questo corso per imparare a scrivere in modo immersivo ti consiglio di partire con l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura!]

 

Ora hai le basi fondamentali per capire cosa rende efficace la narrativa, se il tuo scopo è quello di emozionare e intrattenere il lettore, e come produrre un testo immersivo in cui la scrittura divenga trasparente e rimanga solo l’esperienza concreta, sensoriale, dell’entrare nel corpo e nella mente del personaggio.

La forza catartica del divenire il personaggio è un’es­pe­­rienza fortissima, incredibile, che può davvero aprire la mente del lettore e insegnargli a vedere il mondo con gli occhi degli altri, al di fuori dei propri schemi a pregiudizi. Divenendo altri, e non limitandoci a giudicarli da fuori, arricchiamo noi stessi.

Non privare i tuoi lettori della vera forza, della vera utilità sociale,...

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Termini Tecnici e Unità di Misura

[Questa è la tredicesima lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Usa le parole straniere il meno possibile: dal punto di vista del personaggio che “vede” sono meno precise rispetto al termine italiano equivalente. Suonano come viste da una persona esterna alla sua cultura e lingua di riferimento (resa da noi in italiano).

Immaginiamo che il protagonista sia Alkiviades, un guerriero di Sparta. Non serve dire kopis per dire spada oppure hoplon per dire scudo. Faccio un esempio con le armi invece che con altri ambiti tecnici perché è più facile che un autore di fantasy o romanzi storici ci incappi, ma il discorso vale ovunque.

Considera che Alkiviades è il PdV e quindi lui pensa da antico greco. E tu quel pensare da antico greco lo stai rendendo in italiano. Come mai allora dovrebbe “vedere” in una...

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Infodump e Incertezze

[Questa è la dodicesima lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Evita le formule di incertezza

Non usare forme incerte come “quasi”, “piuttosto” o simili. Non esiste incertezza nella realtà. Se stai vedendo qualcosa, stai vedendo qualcosa, e non quasi qualcos’altro. Concretizza.

Se vedi un gatto con il pelo rossiccio che manda riflessi arancioni sotto i raggi del sole, lo descriverai così, non dirai che ha il pelo “quasi rosso”. Se un uomo indossa solo le mutande dirai che è in mutande, non che è “semi nudo”.

Spesso i “quasi” e simili formule nascondono la pigrizia del Raccontato. Invece di Mostrare con dettagli concreti e azioni ciò che avviene, si riassume tutto in poche parole statiche e asettiche, incapaci di emozionare, ma molto più...

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Aggettivi e Avverbi di Modo

[Questa è l'undicesima lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Avverbi di modo

Evita gli avverbi in “–mente”. Sono inutili e fastidiosi. Segui la regola per cui ciò che non migliora la frase allora la peggiora (concettualmente sempre all’iceberg di Hemingway e ad Aristotele si torna).

Guarda queste frasi:

  1. In alcuni casi gli avverbi usati sono semplicemente inutili.
  2. In alcuni casi gli avverbi usati sono inutili.

La seconda frase ha lo stesso significato della prima? Sì. Quel “semplicemente” nella prima frase serve a qualcosa? No. Allora è meglio la seconda.

Ora modifico il commento di nuovo, tramutando il timido “in alcuni casi” nella versione più realistica “spesso” e levando “usati”, visto che è sottinteso che se ci sono degli avverbi nella...

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Come Scrivere i Dialoghi

[Questa è la decima lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Come accennato all’inizio del manuale, mi aspetto che tu sappia come sono fatti i dialoghi in un romanzo, il tipico discorso diretto in cui le battute dei personaggi sono riportate parola per parola, introdotte o circondate tipicamente da dei segni grafici come la lineetta (– Bla.), le virgolette caporali («Bla bla.») o le virgolette alte (“Bla bla.”). In Italia le più utilizzate sono le virgolette caporali, mentre nel mercato anglosassone si usano al loro posto le virgolette alte.

Quali utilizzare di questi segni e come gestire la punteggiatura di chiusura delle battute dipende da editore a editore, e spesso ogni collana di un dato editore può avere standard diversi (puoi vederlo facilmente verificando opere di diverse collane della...

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