“Sé stesso” o “se stesso”: come si scrive?

scrittura creativa Jan 05, 2020

Si dice sé stesso con l'accento, oppure si dice senza? La situazione è molto chiara, ma in Italia siamo riusciti a renderla complessa. Scopriamo come!

Il pronome tonico riflessivo sé richiede l'accento acuto, ("ognuno pensi per sé") per distinguerlo dal se congiunzione ("se te ne vai, avvertimi") o pronome atono ("se ne andò").

A scuola ti avranno probabilmente insegnato che quando viene abbinato con stesso, stessi o medesimo bisogna togliere l'accento da sé e fare "se stesso", "se stessi" o "se medesimo".

Eppure viene così naturale scrivere con l'accento. Così ovvio. Così elegante, visto che non adottiamo una regola ulteriore. Davvero non possiamo accentare?

Ci vuole davvero poco a rispondere. Basta guardare cosa dicono gli esperti e il parere è praticamente unanime: sé stesso con l'accento non solo è corretto, ma è addirittura preferibile. Cominciamo!

Nella posta del Professore di...

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Potenzia i dialoghi con l'uso della lineetta emme (—)

scrittura creativa Jan 01, 2020

Oggi voglio parlarti di un segno utilissimo nei dialoghi. Un segno che potresti aver visto raramente, o perfino mai, nei romanzi... ed è uno dei moltissimi motivi per cui tanti libri sono realizzati male.

Un segno che dal 2014 sto lottando per diffondere in Italia, da quando sono direttore editoriale, e a me si sono uniti diversi autori e colleghi editori.

Si chiama em dash, o lineetta emme. Questa qui: —

Esiste, anche in italiano, come esiste la lineetta enne (en dash): –

E no, non sto parlando del trattino (hyphen), che è molto più corto di entrambe: -

Tutto chiaro fin qui? Okay.

Ognuno di questi segni ha usi specifici differenti e uno di questi usi, specifico della em dash (quella lunga), è nel troncare di botto una battuta di dialogo (sia nel mezzo di una parola che a fine parola).

Simula l'effetto di qualcosa, o qualcuno, che ci spezza la frase in bocca e noi non la completiamo: qualcuno ci blocca con un gesto o ci parla sopra oppure un...

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Scopri 5 Falsi Miti sulla Scrittura che ti Stanno Bloccando

scrittura creativa Oct 24, 2019

La scrittura è un ambito del sapere come tanti altri ed è quindi normale che sia pieno di stupidaggini e di Falsi Miti diffusi da chi non la conosce davvero. I Falsi Miti sono una piaga che affligge tutti i campi del sapere e li lascia spaesati a chiedersi cosa abbiano in testa certe persone.

  • La medicina osserva a bocca aperta i NoVax.
  • La geologia e la fisica si rimbalzano a vicenda i Terrapiattisti.
  • L’astronautica guarda oltre il cielo per non vedere chi nega che l’uomo sia stato sulla Luna.
  • Il calcolo delle probabilità si batte la fronte disperato davanti a chi pensa che i numeri “ritardatari” del Lotto abbiano più possibilità di uscire.

E tante altre belle opinioni che piacciono a chi preferisce i “secondo me” alla conoscenza…

Se vuoi davvero scrivere in modo competente, e non diventare l’ennesimo scrittorucolo che getta vergogna su di sé e raccoglie complimenti (forzati) solo dagli amici...

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Il "che" artistico

scrittura creativa Oct 19, 2019

Questo può sembrare un errore scemo, e magari è un errore che non hai mai fatto, ma è meglio conoscerlo per non incapparci: il “che” artistico.

Questo è il nome che gli ho dato io: è quando c’è un “che”, col significato di “il quale” o “i quali”, posto però in una frase in cui il soggetto della frase relativa coincide col referente del che. Non voglio fare spiegazioni troppe astratte, per cui andiamo a vedere un po’ di esempi così capisci subito.

Per esempio:

I meli hanno rami carichi di frutti maturi, gli uccellini che cinguettano nascosti tra le fronde.

Quest’esempio è inventato, ma la struttura dell’errore è identica a quella che ho visto più volte. Prova a tradurre quel “che”, ovvero “i quali” ovvero “gli uccellini”.

Alla lettera abbiamo:

I meli hanno rami carichi di frutti maturi, gli...

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Riflessioni Conclusive del Corso di Scrittura

[Questo è l'ultimo articolo del Corso Base di Scrittura: se vuoi fare questo corso per imparare a scrivere in modo immersivo ti consiglio di partire con l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura!]

 

Ora hai le basi fondamentali per capire cosa rende efficace la narrativa, se il tuo scopo è quello di emozionare e intrattenere il lettore, e come produrre un testo immersivo in cui la scrittura divenga trasparente e rimanga solo l’esperienza concreta, sensoriale, dell’entrare nel corpo e nella mente del personaggio.

La forza catartica del divenire il personaggio è un’es­pe­­rienza fortissima, incredibile, che può davvero aprire la mente del lettore e insegnargli a vedere il mondo con gli occhi degli altri, al di fuori dei propri schemi a pregiudizi. Divenendo altri, e non limitandoci a giudicarli da fuori, arricchiamo noi stessi.

Non privare i tuoi lettori della vera forza, della vera utilità sociale,...

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Termini Tecnici e Unità di Misura

[Questa è la tredicesima lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Usa le parole straniere il meno possibile: dal punto di vista del personaggio che “vede” sono meno precise rispetto al termine italiano equivalente. Suonano come viste da una persona esterna alla sua cultura e lingua di riferimento (resa da noi in italiano).

Immaginiamo che il protagonista sia Alkiviades, un guerriero di Sparta. Non serve dire kopis per dire spada oppure hoplon per dire scudo. Faccio un esempio con le armi invece che con altri ambiti tecnici perché è più facile che un autore di fantasy o romanzi storici ci incappi, ma il discorso vale ovunque.

Considera che Alkiviades è il PdV e quindi lui pensa da antico greco. E tu quel pensare da antico greco lo stai rendendo in italiano. Come mai allora dovrebbe “vedere” in una...

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Infodump e Incertezze

[Questa è la dodicesima lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Evita le formule di incertezza

Non usare forme incerte come “quasi”, “piuttosto” o simili. Non esiste incertezza nella realtà. Se stai vedendo qualcosa, stai vedendo qualcosa, e non quasi qualcos’altro. Concretizza.

Se vedi un gatto con il pelo rossiccio che manda riflessi arancioni sotto i raggi del sole, lo descriverai così, non dirai che ha il pelo “quasi rosso”. Se un uomo indossa solo le mutande dirai che è in mutande, non che è “semi nudo”.

Spesso i “quasi” e simili formule nascondono la pigrizia del Raccontato. Invece di Mostrare con dettagli concreti e azioni ciò che avviene, si riassume tutto in poche parole statiche e asettiche, incapaci di emozionare, ma molto più...

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Aggettivi e Avverbi di Modo

[Questa è l'undicesima lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Avverbi di modo

Evita gli avverbi in “–mente”. Sono inutili e fastidiosi. Segui la regola per cui ciò che non migliora la frase allora la peggiora (concettualmente sempre all’iceberg di Hemingway e ad Aristotele si torna).

Guarda queste frasi:

  1. In alcuni casi gli avverbi usati sono semplicemente inutili.
  2. In alcuni casi gli avverbi usati sono inutili.

La seconda frase ha lo stesso significato della prima? Sì. Quel “semplicemente” nella prima frase serve a qualcosa? No. Allora è meglio la seconda.

Ora modifico il commento di nuovo, tramutando il timido “in alcuni casi” nella versione più realistica “spesso” e levando “usati”, visto che è sottinteso che se ci sono degli avverbi nella...

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Come Scrivere i Dialoghi

[Questa è la decima lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Come accennato all’inizio del manuale, mi aspetto che tu sappia come sono fatti i dialoghi in un romanzo, il tipico discorso diretto in cui le battute dei personaggi sono riportate parola per parola, introdotte o circondate tipicamente da dei segni grafici come la lineetta (– Bla.), le virgolette caporali («Bla bla.») o le virgolette alte (“Bla bla.”). In Italia le più utilizzate sono le virgolette caporali, mentre nel mercato anglosassone si usano al loro posto le virgolette alte.

Quali utilizzare di questi segni e come gestire la punteggiatura di chiusura delle battute dipende da editore a editore, e spesso ogni collana di un dato editore può avere standard diversi (puoi vederlo facilmente verificando opere di diverse collane della...

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Il Filtro del Personaggio: Approfondimenti (3)

[Questa è la nona lezione vera e propria del Corso Base di Scrittura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Ultima lezione di approfondimenti per il Filtro del Personaggio. Dal prossimo articolo passiamo ad altri argomenti di scrittura.

Il Filtro soggettivizza la realtà

Torniamo per l’ultima volta al nostro Gino. Se proprio vogliamo possiamo mettere un commento sul fatto che Gino sia stupido o disonesto sotto forma di pensiero del PdV (esplicito se la penetrazione è sempre leggera o mischiato nel filtro generale se è sempre profonda) o di battuta di dialogo. Ma sia chiaro che lo inseriamo col personaggio in quanto PdV, non come invasione del Narratore!

Il PdV permette certe definizioni vaghe, Raccontate, perché la mente realisticamente pensa talvolta in termini “generici” (idem i dialoghi accettano termini vaghi o avverbi in “–mente”),...

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