Introduzione al Corso di Sceneggiatura

[Questa è la prima lezione del Corso Base di Sceneggiatura: se hai perso l'introduzione al Corso Base di Scrittura e Sceneggiatura, ti consiglio caldamente di leggerla!]

 

Prima di passare alle lezioni che affrontano i singoli dettagli sulla progettazione di una storia, meglio chiarire subito "perché" bisogna studiare la sceneggiatura.

Ti ricordo che useremo "sceneggiatura" come sinonimo di progettazione delle storie, come abitualmente intesa nei manuali che la insegnano, e non nel senso tecnico della "forma" delle sceneggiature scritte per il cinema. Ciò che studierai qui è applicabile in generale a film, serie tv, romanzi e videogiochi.

In questa lezione introduttiva ti spiegherò come mai è molto importante conoscere come si progettano le storie prima di immaginare la propria. Tentare di aggiustare a posteriori una storia già immaginata in precedenza può essere un’esperienza molto complessa e, talvolta, impossibile. Partire col piede giusto è essenziale.

In particolare è molto importante capire che lo studio della progettazione delle storie non ha lo scopo di incatenare le idee dell’autore e limitarlo. Non si tratta di prendere una storia già immaginata per filo e per segno e poi martellarla a forza dentro uno schema preconfezionato, cercando di adattarla a tutti i costi e magari ficcandoci elementi insensati.

Ti porto un esempio molto noto a chi si occupa di narrativa. So di editori che ancora oggi trovano normale “obbligare”, o se preferite chiamiamolo convincere con approcci molto invasivi e intimidatori (del tipo: o lo fai o la pubblicazione già concordata non avverrà), i loro autori a inserire una storia d’amore a tutti i costi nel proprio romanzo.

Di solito il risultato fa schifo, in primo luogo perché se l’autore avesse voluto (e saputo) scrivere cose simili l’avrebbe già fatto di sua iniziativa, non è mica scemo, e in secondo luogo perché la vicenda amorosa risulta sconnessa dalla storia e suona quindi, nel complesso, artefatta. Ovvio, visto che lo è!

Il motivo per cui questi geni dell’editoria lo impongono è che così è più facile che l’opera “piaccia alle ragazze”. Sigh. La cosa suona idiota a diversi livelli, ma per ora ci basti sottolineare il maschilismo rivoltante che trasuda da questo approccio: il pubblico femminile viene visto come un’amorfa massa di cerebrolese a cui basta vedere una storia d’amore ficcata a cazzo in una storia per entusiasmarsi.

Contente, signore?

Bello dare i soldi a certi editori, eh?

Ecco, la progettazione delle storie è l’esatto opposto di questo abominio. Non è forzare qualcosa dentro una storia. Non è martellare la vicenda originale in una forma che non deve e non può avere. Non è spingere cubi dentro buchi tondi finché ci si incastrano in qualche modo.

Non metterai una storia d’amore inutile: la metterai solo se rappresenterà in modo congruente l’arco evolutivo del personaggio e il significato della vicenda. Questo varrà per ogni elemento narrativo: dovrà essere lì per uno scopo, coerentemente con la struttura della storia. Vedremo meglio tutto nelle prossime lezioni.

Lo scopo della progettazione delle storie è intervenire all’origine, quando la storia non è ancora stata immaginata in modo definito ed è formata solo da una nuvola di idee, stimoli e possibilità.

Tramite il corretto approccio alla progettazione sarà possibile dare una forma ordinata alle proprie idee e realizzare una storia che non si poteva neanche immaginare di avere prima di iniziare il lavoro.

I principi disponibili ci permetteranno di porci le giuste domande e così facendo, con una sorta di metodo maieutico, scateneranno la creatività permettendoci di partorire qualcosa di impensabile altrimenti.

Capiremo chi è davvero il protagonista che avevamo pensato… o se è un personaggio totalmente diverso. Comprenderemo qual è la reale natura dell’ambientazione ipotizzata nelle prime idee… o se la prima idea avuta va scartata a favore di qualcosa totalmente differente. E così via, su ogni elemento.

La storia diventerà una materia viva che dialogherà con noi mentre ci porremo le domande. Fornendo coscientemente direttive e spunti creativi alla nostra mente inconscia lei ci risponderà lanciandoci indietro ogni sorta di idea che non avremmo immaginato da soli.

In un certo senso esploreremo cosa davvero è dentro di noi, cosa davvero crediamo e pensiamo, cosa davvero vogliamo raccontare… e non solo cosa “credevamo” di voler raccontare. Sarà veramente la nostra storia.

Qui arriva il punto debole, se vogliamo chiamarlo così. Questa non è una tecnica magica e non ti permetterà di avere idee incredibili traendole dal nulla cosmico. Nessun miracolo, mi spiace!

Gli insegnamenti di questo Corso Base di Sceneggiatura non ti renderanno in grado di produrre una bella storia se non hai già delle valide idee da usare. Se dentro di te non c’è niente di buono da raccontare, l’approccio maieutico di pensiero che ti insegnerò non ti permetterà di partorire alcunché. Per tirarlo fuori devi prima averlo entro, chiaro?

Se invece hai qualcosa di buono dentro di te da tirare fuori, da esprimere e condividere col mondo, la giusta progettazione ti permetterà di esplorare al meglio la tua creatività ed esprimere le tue idee migliori senza sabotarti da solo con incoerenze strutturali o messaggi contraddittori.

Un autore bravo nel progettare storie può prendere delle ottime idee e ricavarne un’ottima storia, ma con delle idee mediocri otterrà al più una storia mediocre. Un autore incompetente nel progettare storie può avere delle idee fantastiche, ma finirà per rovinarle e produrrà una storia mediocre.

Esattamente come col vino: un grande enologo non può ricavare un grande vino da dell’uva scadente, e un’uva eccellente può diventare vinaccio in mano a un enologo scadente. La cosa più importante è la materia prima, mentre la nostra abilità di lavorarla servirà a evitare di compromettere il prodotto finale.

Se pensi di avere delle ottime idee, delle grandi intuizioni sulla natura umana e sul comportamento umano, ed elementi originali mai visti prima, hai tutto l’in­teresse a imparare come non rovinare il tuo potenziale. Il tuo potenziale inespresso finalmente verrà espresso!

Sapere come giudicare i contenuti della tua storia e la loro eleganza ti farà sentire molto più libero di esplorare la tua creatività senza freni inibitori: non ti censurerai sui contenuti perché saprai plasmare la tua storia per contenerli in modo funzionale.

Questo è il tuo obiettivo finale: essere libero di esprimerti!

Buona lettura e buon lavoro.

 

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