Sarà lo spirito retrò che anima la grafica del sito o la mia passione per l’Ottocento, ma ritengo che quando si fa sul serio su un dato argomento non serva solo uno Stemma Araldico (o chiamatelo “logo”): serve un Motto che esprima il senso di ciò che si vuole fare e in cui si crede.

Suum Cuique, dal latino suum cuique tribuere, uno dei principali precetti del diritto romano, è il simbolo di un mondo scomparso con la Grande Guerra in cui la meritocrazia e l’eccellenza erano posti davanti al guadagno. L’onore prima del banditismo. La giustizia dell’onesto al posto della giustificazione del furto.

Suum Cuique era il motto del più importante ordine cavalleresco del Regno di Prussia, l’Aquila Nera. Federico II amava quel motto, simbolo del suo regno: a ciascuno il suo, ovvero “a ognuno in base al proprio merito”, indipendentemente dalla sua razza, dalle sue idee politiche e dalla sua fede religiosa. La meritocrazia, il regno laico che ospitava i perseguitati per motivi religiosi e politici, che la Prussia illuminata di Federico II voleva essere.
Il motto appariva anche sui Pickelhauben (caschi chiodati) dei reggimenti della Guardia, l’élite della Germania Imperiale (1871-1918), inciso su una stella posta sopra l’aquila prussiana.

Albert Einstein, ebreo e pacifista emigrato per evitare il servizio di leva (in un paese militarista!), ottenne nel 1914 la presidenza dell’Istituto per la Fisica Kaiser Guglielmo, in pratica la facoltà di fisica più importante dell’Impero. Tutto questo grazie ai quattro straordinari articoli dell’Annus Mirabilis, 1905, da cui nacque la Teoria della Relatività Speciale. Mancavano ancora molti anni al Nobel, ricevuto nel 1921, eppure nel 1914, a soli 35 anni, ottenne quell’incarico.
Quanti presidi di facoltà ci sono oggi, in Italia, con meno di 40 anni e al loro posto in virtù solo del loro contribuito alla scienza?
Appunto.

L’Ordine dell’Aquila Nera si estinse con la Germania Imperiale e con i suoi ideali di progresso, eccellenza e meritocrazia nel 1918.
Dopo è venuto il nostro mondo, meritocratico a parole e basta, troppo spesso. Drogato di ideologia statunitense. Ossessionato dalla ricerca del guadagno immeritato e del prodotto a pochi spiccioli, anche se si rompe subito, oppure del prodotto firmato che è buono come quello normale e costa dieci volte di più.
Una meritocrazia che manca soprattutto nell’editoria attuale, dove incompetenza, legami di amicizia e clientelismi dominano.

Perché allora Suum Cuique, il motto dell’ordine estinto di una nazione estinta?
Perché penso che col digitale, con la rivoluzione degli eBook, proseguimento nell’editoria e nella lettura per svago della rivoluzione mediatica di Internet, molte cose potranno migliorare. Penso che sui grandi numeri lo schifo nella Narrativa non venderà: lo schifo “tremendo”, intendo quello indegno di pubblicazione, non il “brutto” accettabile.
Penso che gli autori magari non otterranno davvero ciò che meritano, ma otterranno più di quanto ottengono ora: opere che non verrebbero mai pubblicate perché scartate dai responsabili del marketing, interessati solo a vendere di nuovo ciò che hanno venduto l’anno prima (paranormal romance e maghetti a scuola), ora potranno essere autopubblicate in eBook e apparire in tutte le librerie digitali assieme alle opere spinte dai Grandi Editori. Si può ribattere che ora l’eBook conta come il due di picche, ma tra cinque anni? E tra dieci? O venti? Dieci anni passano in fretta, pensate all’11 settembre 2001. Lo schifo pubblicato oggi rimbomberà con infamia nell’eternità. Fate che non sia il vostro schifo e la vostra infamia.

C’è gente tanto brava da scrivere due libri contemporaneamente: il primo e l’ultimo.

(Mark Twain)

Penso che chi sarà disposto a studiare, scrivere sempre meglio, investire su di sé e sulla propria scrittura, verrà premiato sul medio e lungo periodo. E chi scriverà schifezze non avrà più l’aggancio nella casa editrice, magari perché è la fidanzata o l’amico di infanzia di un autore famoso (casi reali), a renderlo uno “Scrittore” pubblicandolo “sulla Carta”.
Torneranno a essere schifezze ignorate da tutti, visto che le loro opere in eBook saranno eBook quanto quelli degli autopubblicati. Conterà solo la qualità, ovvero la capacità di essere ottimizzato per piacere al pubblico a cui vuole rivolgersi con gli specifici argomenti che tratta, siano questi “vampiri innamorati” o “giubbe rosse che combattono i marziani nel 1889” o “agenti segreti bizantini nel sesto secolo”, poco importa.
Basta che l’opera sia ben scritta.
Basta che sia interessante.

Qualcuno dirà che la fortuna conta più di tutto. È vero, il miglior romanzo del mondo non farà la fortuna del suo autore se quello dopo averlo pubblicato finirà sotto un camion. E in generale, come detto, non mi aspetto che tutti i meritevoli otterranno tutto ciò che meritano, ma almeno una fetta sì. E gli immeritevoli otterranno meno di quanto ottengono ingiustificatamente ora.
La fortuna però può essere aiutata ad aiutare:

A causa dell’irresistibile forza delle circostanze fallisce anche l’uomo migliore, e da questo fallimento gli viene spesso l’attributo di mediocre. Ma la fortuna a lungo andare arride per lo più alle persone capaci.

(Helmuth von Moltke, Feldmaresciallo della Germania Imperiale, Trattato sulla Strategia, 1871)

Aiutare la crescita degli autori garantendo un servizio della migliore qualità a un prezzo giusto è ciò che desidero fare per contribuire, nel mio piccolo, alla rinascita della Narrativa e del piacere della lettura in Italia nei prossimi decenni.
Penso che lo spirito della Germania Imperiale, lo spirito della Vecchia Europa, non sia morto con le guerre mondiali. Penso che ancora aleggi, pronto a risollevare il Vecchio Mondo, fosse anche solo nella sua Narrativa. E voglio fare la mia parte per quell’ideale chiamato Suum Cuique.

Ma forse è solo il sogno irragionevole di una nazione estinta.