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Riflessioni di fine modulo

Benvenuto nell’ultimo articolo del modulo base, prima dei contenuti Bonus. Questo articolo sarà in costante lavorazione, per adattarlo alle proposte al momento attive e tenerlo aggiornato anche rispetto ai Bonus presenti nel modulo.

In questo momento c’è un solo Bonus disponibile, quello dedicato a come migliorare il proprio approccio alla scrittura dal punto di vista delle gratificazioni ottenibili e del tempo, per divenire più veloci, più produttivi e più felici. Consiglio caldamente di leggere quel Bonus subito e riflettere bene su come applicarlo, dato che la libertà d’azione su come costruire il proprio approccio positivo alla scrittura è al centro del sistema… pur mantenendo delle basi per evitare di trasformare la libertà di scelta in un modo per sabotarsi la produttività con pratiche tossiche.

Per integrare il Bonus su come scrivere di più ti consiglio caldamente il corso online gratuito Learning How to Learn (magari per poi rifare il Primo Modulo sfruttando quanto appreso) e, se dopo la lettura del Bonus penserai di avere ancora un problema di procrastinazione, ti suggerisco il corso Procrastinazione KO di Carmelo Torre. Questo secondo corso è a pagamento, ma tutti i corsisti hanno diritto a 100 euro di sconto (io non ci guadagno nulla, anzi, ho dovuto “lavorare gratis” come consulente per ottenere lo sconto!) e le prime 11 lezioni del buon Torre sono gratis per tutti, quindi buttaci un occhio! Se non hai soldi da spendere adesso, perlomeno inizia con Procrastinare – come superare il vizio di rimandare di Windy Dryden… e non rimandare la lettura! 😉

Il tuo cervello non ti vuole bene.

Partiamo da un concetto chiave: tu sei in lotta col tuo cervello. O perlomeno col tuo “Vecchio” Cervello.

Il tuo Vecchio Cervello, inteso come le pratiche automatiche che hai sviluppato nel tempo, è la parte non cosciente di te. La parte che, appunto, funziona in automatico. Gli automatismi ci aiutano a guidare l’auto senza impazzire, a differenza di come era la prima volta che abbiamo provato. Gli automatismi ci permettono di camminare senza pensare coscientemente a ogni singolo passo che facciamo, tant’è che possiamo camminare praticamente senza pensarci. Gli automatismi ci salvano dall’impazzire su ogni singolo dettaglio nel fare anche le cose più banali.

Gli automatismi ti fanno fare anche le cose sbagliate. Se hai scritto male o progettato male le scene per anni, il tuo cervello sarà pieno di procedure automatiche a basso costo di attenzione e di energia per scrivere e progettare male. Quello è il percorso sicuro, facile e sbagliato. Tu devi lottare contro quel percorso. Percorso, letteralmente: le “abitudini” sono tragitti elettrici nel cervello che costano meno energia nel venire percorsi rispetto alle pratiche nuove appena imparate che invece offrono una maggiore resistenza elettrica… le buone vecchie abitudine sono come autostrade con quattro corsie su cui filare a 130 km/h, mentre le nuove pratiche appena imparate sono sentieri sterrati pieni di buche su cui gli ammortizzatori soffrono anche a 20 km/h.

Per sostituire un automatismo con una nuova pratica devi concentrarti in modo cosciente, stando sempre vigile e attento. Il cervello ama seguire il percorso più facile e sicuro, e appena lo lasci fare userà quello: ed ecco che scriverai senza pensare alla differenza progettuale tra capoversi battuta e capoversi descritti, metterai dialogue tag inutili, ragionerai con concetti raccontati (es. “monolocale”) invece che tramite i dettagli che evocano i concetti (mostrare con azioni concrete la piccolezza della casa per evocare implicitamente che sia un monolocale) ecc.

Ogni volta che seguirai le vecchie pratiche, rinforzerai le abitudini vecchie e ti allontanerai dal giorno in cui le abitudini nuove saranno più appetibili per il cervello delle vecchie. Ogni volta che seguirai le nuove pratiche imparate rinforzerai quei percorsi elettrici tra le tue sinapsi e la strada sterrata piena di buche un poco per volta avrà le buche riempite, poi l’asfalto, poi passerà da una corsia a senso alternato ad averne una per senso di marcia… e un giorno sarà un’autostrada a quattro corsie. A ogni rinforzo dei nuovi percorsi farai meno fatica a obbligare il cervello a usarli al posto dei vecchi.

Vediamo se hai capito cosa ti ho appena detto.

Se quando leggerai quanto seguirà non ci eri già arrivato da solo prima che io lo dicessi, significa che non avevi capito cosa avevo scritto. Capire significa vedere in modo nitido le conseguenze di qualcosa: se la nozione non diventa pratica spicciola, rimane vuoto nozionismo. Se ti sembrerà sbagliato ciò che dico o sottovaluterai il problema con un “sì, ma non è un vero problema” o simili, è molto peggio: significa che il tuo Vecchio Cervello sta intervenendo per proteggerti dalla realtà, negando ciò che è evidentemente vero per proteggerti dal disagio di doverlo accettare.

Un importante compito del nostro cervello in modalità “non cosciente” è proprio quello di proteggerci da tutto ciò che è nuovo, sconosciuto, difficile… se qualcosa ci mette a disagio, lui si preoccupa per noi e ci convince ad allontanarci dal fastidio. Il nostro cervello è come una mammina amorevole che protegge i suoi figli da tutto, fino a renderli delle stupide, ributtanti merde incapaci di affrontare il mondo. Il tuo cervello è la mammina amorevole che anche se sei un barile di lardo da 320 kg e sei incapace di scendere dal tuo letto a causa del peso, si preoccupa che mangi abbastanza e ti porta tutto ciò che le chiedi appena hai un po’ di appetito. Il tuo cervello ti amerà fino a ucciderti, e poi ti porterà con amore fiori sulla tomba. 🙂

Se ti interessa una lettura dedicata a come imparare a ragionare davvero, e non con il pilota automatico disfunzionale fatto di bias e pregiudizi, ti consiglio Mastermind di Maria Konnikova: è chiaro, piacevole e cita continuamente le storie di Sherlock Holmes! Conan Doyle aveva capito da solo un sacco di cose su come funziona il cervello che le neuroscienze hanno svelato solo negli ultimi decenni, e le storie di Holmes sono piene di inserti molto “didattici” su come funzioni il ragionamento. Stupefacente.

Ok, arriviamo alla questione che mi aspetto tu abbia già capito da solo… o che potresti rifiutare perché sei vittima del tuo Vecchio Cervello disfunzionale.

Scrivere male ti impedirà di scrivere bene!

Scrivere male delle cose solo perché non sono il tuo romanzo “importante”, perché sono cose fatte per gioco (fan fiction?) o sono progetti secondari buttati lì a far massa per fare qualche euro (raccontini autopubblicati sotto pseudonimo), ti rovinerà la capacità di scrivere bene. Ogni volta che scriverai male, con meno del massimo delle tue capacità, starai rinforzando abitudini del Vecchio Cervello e quindi starai allontanando sempre di più il giorno in cui le nuove abitudini potranno vincere sulle vecchie. Ogni volta che rinforzerai la cattiva scrittura, renderai più difficile alla buona scrittura imporsi la volta successiva: starai disimparando a scrivere.

Lo avevi capito?

Se vuoi davvero migliorare SMETTI di scrivere male. Quel romanzo scritto malino, perché tanto anche quando fai un po’ a cazzo sei molto più bravo degli autori pubblicati e al tuo editore va benissimo così, ti sta allontanando dall’imparare davvero. Quei racconti che stai autopubblicando in massa, scritti un po’ a cazzo perché tanto anche così sono meglio di quasi tutta la concorrenza, ti stanno allontanando dall’imparare davvero. Quando avrai bisogno di scrivere bene potrai scoprire che non saprai più farlo, o comunque lo farai al di sotto del livello con cui avresti potuto farlo se non avessi sabotato le tue capacità producendo robetta raffazzonata.

Facciamo un esercizio.

Vediamo se hai capito come mai scrivere fan fiction non serve a nulla, e (se lo fai) probabilmente ti sta danneggiando. Ragionaci prima di proseguire la lettura.

Fatto?

Ok.

Scrivere fan fiction non serve a niente perché non hai un controllo totale sulle informazioni. Avere dei personaggi già noti al pubblico, o doversi limitare a caratteristiche note dei personaggi, ti impedisce di fare quello che è buona parte del lavoro della scrittura: inventare puntando a realizzare personaggi e scene originali, e immaginare e dosare le informazioni selezionate per realizzare scene ideali da proporre a un pubblico totalmente ignorante della tua storia, in modo che risulti tutto perfettamente comprensibile. Secondariamente, se lo fai come hobby solo per divertirti, senza dare il 100% dell’impegno, si aggiunge il problema già detto prima.

Se eri abituato a scrivere fan fiction e ora stai sottovalutando il danno che ti possono causare, magari inventando ogni sorta di scuse tipo “Eh, ma le fan fiction che faccio su Harry Potter contengono interpretazioni originali”, significa che non hai capito nulla: il tuo Vecchio Cervello ti impedisce di essere razionale. E sei talmente fottuto, talmente schiavo del tuo Vecchio Cervello, da non capire il problema nonostante ciò che hai già letto su come funzionino le abitudini.

Io parlo a Padron Waller, ma mi sta rispondendo Toby. Non l’orgoglioso Kunta Kinte, padrone di sé, ma proprio Toby, lo schiavo ormai rassegnato al proprio destino. Manda via lo schiavo e chiama il padrone, o perderai del tutto la capacità di comandare su quella bella tenuta agricola che è il tuo cervello.

L’idea che le proprie fan fiction vadano bene perché sono diverse, sono “originali”, è una trappola classica creata dal Vecchio Cervello. Davvero mi stai dicendo che sono così totalmente diverse e prive di qualsiasi legame con la serie della Rowling da spaziare da romanzi che ricordano Fanteria dello Spazio a storie in stile Sangue del Mio Sangue? Hai libertà di inventare il 100% di tutta la storia, singolo dettaglio per singolo dettaglio, e lo stai facendo? Se sono così tanto diverse, se nessuno leggendole può immaginare che Harry Potter sia in qualche modo connesso, allora ok… ma allora come ti viene in mente di dire che sono fan fiction di Harry Potter? Un Cantico per Leibowitz ti pare una fan fiction di Harry Potter?

Tutto chiaro? Qualsiasi risposta non sia “Sì!”, senza nemmeno l’ombra di qualsiasi dubbio, significa che il tuo Vecchio Cervello non vuole concederti di capire e tu non vuoi lottare per importi su di lui. Peggio per te, Toby. 🙂

Esempi di scrittura da studiare.

Come dovresti sapere già, uso Vaporteppa per pubblicare nuove opere italiane scritte secondo i dettami del corso. Questo significa che puoi usare le opere di Vaporteppa come esempi di scrittura corretta. Non sono tutte ideali, perché alcune opere sono dei “recuperi” rimaneggiati (Lo Specchio di Atlante, per esempio) senza aver seguito il percorso editoriale normale delle nuove opere, oppure (i racconti gratuiti, per esempio) perché rispetto al 2014 abbiamo alzato sempre di più i nostri standard di scrittura, per cui ti consiglierò le opere migliori e più adatte da usare come esempi didattici per vedere come è davvero scritto (e progettato, per il Secondo Modulo) un testo ben scritto.

  • Per la terza persona con un po’ di distacco comico c’è Alieni Coprofagi dallo Spazio Profondo. Attenzione: quel minimo distacco possibile ci crea opportunità di scrittura molto diverse dalla terza persona interamente seria, come già spiegato nella lezione sulla terza persona.
  • Per la prima persona con lo stesso distacco comico c’è Blestemat. Non suggerisco più Caligo come esempio di scrittura perché i pensieri della protagonista vengono talvolta usati non “qui e ora”, ma per spacciarci porzioni di Raccontato di introduzione delle scene camuffandoli con sue riflessioni personali (e qua e là ci sono dialogue tag di troppo), e il leggero distacco comico non aiuta a capire come realizzare una prima persona più classica. Caligo lo recupereremo nel Secondo Modulo perché ha una struttura interessante, piena di spunti per l’analisi: se non lo hai già, lo riceverai in omaggio col Secondo Modulo grazie a un accordo di vendita diretta tra AgenziaDuca.it e Antonio Tombolini Editore.
  • Passando alle prima persona “seria” abbiamo Il Grande Strappo e, soprattutto, Sangue del Mio Sangue. Quest’ultimo è una perla: come contenuti sarà magari meno di impatto dell’altro (è una storia più tradizionale e leggera, che ha meno da raccontarci sulla natura dell’umanità), ma come scrittura è l’apice della produzione di Giuseppe Menconi dopo tre anni di lavoro con Vaporteppa. Anche Abaddon è molto buono, ma in diverse scelte nel rappresentare la vita famigliare del protagonista o i suoi commilitoni è un pochino più pigro, meno originale, per cui se vuoi fantascienza consiglio di andare sull’opera davvero matura che è Il Grande Strappo. Leggere tutti e tre è comunque un’ottima scelta. 😉

Nei prossimi mesi ti proporrò anche un esempio di terza persona “seria” scritta al meglio, ancora meglio degli unici due esempi che avevo fino ad adesso (i racconti gratuiti del 2014 La Maschera di Bali e Piloti e Nobiltà): un low fantasy corale scritto da Giuseppe Menconi. 🙂

Con le opere consigliate sopra hai la certezza a priori che sono ben strutturate e molto, molto ben scritte. Questo significa che qualsiasi problema con l’opera può dipendere solo ed esclusivamente da tuoi bias: pregiudizi, gusti e altre stronzate disfunzionali che devi imparare a cancellare dalla tua mente quando ti occupi di scrittura e valuti criticamente un testo.

Avendo questa certezza di qualità tecnica puoi evitare il problema che avresti con altri romanzi in cui per motivo di gusti (e gli altri bias) ti potresti trovare confuso e incapace di distinguere se un romanzo ti faccia schifo perché davvero è scritto così male o perché ciò che dice non ti piace. E allo stesso modo evitare il problema di scambiare un romanzo che ti piace per uno scritto bene, solo perché i tuoi gusti e la tua visione del mondo sono ben sintonizzati con l’opera e quindi il tuo Vecchio Cervello ti nasconde i problemi (che vedresti magari benissimo se l’opera ti stesse sulle palle).

Devi essere in grado di vedere tutto in modo perfetto, senza bias. Anche incazzarsi in modo eccessivo per qualcosa di fatto un po’ male (es. errori dozzinali in una serie tv per il resto molto buona) è un modo disfunzionale di approcciarsi alla “vita da scrittore”. Solo quando sarai in grado di goderti un’opera che ti piace solo per motivi di “gusti” (argomento, bias di conferma sulla tua visione della vita ecc.) pur rilevando puntualmente tutte le sue mancanze, avrai un cervello “da scrittore” davvero funzionante… forse per fare lo scrittore non è così necessario perché alla fin fine puoi scrivere solo di ciò che ti piace e scartare tutto il resto, ma se vuoi fare l’editor sul serio e lavorare su qualsiasi opera devi averlo. Non preoccuparti se ora non ce l’hai: non ce l’ha praticamente nessuno nel settore. Il problema dell’editoria non è certo quello di avere troppi editor seri e professionali… 🙂

Facciamo esercizio?

A partire da gennaio inizierò ad accettare dei brani di esercizio. Abbiamo accennato della cosa nella pagina di vendita del corso, se ricordi. Mi potrai mandare dei testi, poche pagine, scritti al meglio delle tue capacità e se mi sembrano “interessanti” a livello didattico li commenterò GRATIS in cambio del diritto di pubblicare (in forma anonima) quel testo, e i relativi commenti, come esercizio accessibile anche agli altri clienti del corso avanzato. Niente accordo di pubblicazione, niente commento: non ho tempo da perdere e non lavoro gratis.

Tecnicamente al termine di questo Primo Modulo tu hai le stesse conoscenze di scrittura pratica che ho io o che ha Giuseppe Menconi. E probabilmente, nonostante questo, scrivi male e non vedi gli errori nei testi. L’unica cosa che ti manca rispetto a ciò che permette a me di vedere errori e suggerire correzioni senza sforzo, o a ciò che permette a Menconi di scrivere bene, è l’esercizio. Hai bisogno di vedere testi molto ben scritti, e i romanzi suggeriti prima soddisfano questo bisogno… ma hai anche bisogno di vedere gli errori di quelli che hanno dei problemi!

Per questo voglio fornire più esercizi, a parte quello (un po’ deprimente) col brano di George R.R. Martin. Alcuni saranno gratuiti, ma stavo pensando in futuro di preparare anche dei pacchetti di esercizi/analisi a pagamento… per il momento mettiamo questa seconda opzione in frigorifero, almeno fino alla fine del 2019: voglio che abbiate presto nuovi esempi in omaggio con il Primo Modulo.

Partecipare attivamente fornendo tu dei brani da farmi analizzare ti permetterà di affrontare il problema del ricevere un commento esterno qualificato. Vedere i propri errori è difficile, anche se sono errori banalissimi che vedresti senza sforzo su un testo altrui. Non puoi aspettarti di riuscirci subito (anche se un paio di miei autori di Vaporteppa, di cui uno non ancora pubblicato, ci sono riusciti in tempi davvero brevi), e forse non ci riuscirai al 100% mai, per cui meglio avere un aiutino, no? E non puoi certo affidarti a tizi a caso, col rischio che ti segnali come errori le cose giuste perché non riescono a vedere il reale problema che li mette a disagio.

Torneremo su questo argomento in futuro. 😉

E la community?

A dicembre o a gennaio partiamo. Penso che per iniziare sfrutteremo un gruppo su Facebook. La community richiede di essere Corsisti Completi e avrà delle regole di ingaggio molto rigide, per evitare che divenga un covo di bias, pensiero disfunzionale e meccanismi da forum di scrittura classico (cioè merda). Sarà un luogo di seria riflessione tecnico-teorica, non un posto in cui venire a sparare opinioni a cervello spento. Sbagliare è lecito, e io sarò lì proprio per aiutare a capirlo ed evitare così che “errori” passino per “cose giuste”, ma proseguire nell’errore non lo è. Sarà un luogo per imparare, non per fare giochini disfunzionali da community tradizionale.

E ovviamente sarà anche un posto per conoscere editor formati col mio corso. Dato che io non fornisco più lavoro diretto sulle opere (salvo casi eccezionali), a parte quelle di Vaporteppa, può fare comodo conoscere dei compagni corsisti che garantiscano perlomeno le giuste basi teoriche per lavorare. 🙂

Live su YouTube.

Un’altra cosa che vorrei fare, aperta anche a chi è nella mailing list ma non ha comprato il corso, sono delle live per rispondere a dubbi di scrittura o progettazione delle storie al volo. O per analizzare dei brani. Non mi dispiacerebbe l’idea di prendere un testo (magari di un autore famoso oppure straniero, come fatto con Martin, per evitare le polemiche dei ritardati delle cricche disfunzionali della piccola “scena editoriale” italiana) e commentarlo dal vivo durante la lettura. Una versione soft, meno impegnativa, degli esercizi.

Mandami domande.

È vero che il corso non include alcun supporto diretto, perché non intendo vendere le ore del mio tempo, ma questo non significa che non è possibile fare domande. Se verranno proposte domande interessanti, non quelle per cui la risposta è già presente nel corso e basta controllare meglio, le userò come spunti per realizzare nuovi articoli.

Esattamente come con gli editing, la questione è sempre: può essere interessante per gli altri corsisti? Se mi sembra interessante, appena possibile mi dedicherò all’argomento. Se non lo è, se è solo “resistenza all’apprendimento” o se la risposta è già chiaramente nel corso, non me ne occuperò. Qualsiasi dubbio interessante invece riceverà attenzione.

In questi mesi ho risposto a diversi dubbi molto interessanti di alcuni corsisti, e prima o poi userò tutto quanto per espandere il corso o per il blog.

 

Al volo non mi vengono altre cose da aggiungere a parte un… sei pronto per il Secondo Modulo? 🙂

 

 

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