Cos’è l’Editing per la Narrativa?
Cominciamo dicendo cosa non è l’Editing: non è riscrivere il romanzo al posto dell’autore; non è cambiare brani o inventare qualcosa senza il consenso dell’autore; non è inventare una storia migliore al posto dell’autore.
In nove parole: non è fare il lavoro al posto dell’autore.

Lo scopo dell’Editing è fornire all’autore gli strumenti necessari per capire e usare meglio le tecniche della scrittura per la Narrativa, con puntuali citazioni e un lavoro all’interno del testo stesso, con correzioni, suggerimenti e annotazioni.
Il risultato non è un testo pronto per la pubblicazione, ma un testo commentato che renda più consapevole l’autore: sta a lui applicare tutte le indicazioni e riscrivere nel modo migliore, in base alle proprie capacità potenziate dalla nuova conoscenza, per ottenere un’opera migliore.

Il solo editing non aumenterà le possibilità di venire pubblicato. La qualità della riscrittura che incorpori i consigli dell’editor determinerà la possibilità di aver successo. L’editing non ti solleva dal lavorare ancora sul manoscritto; piuttosto è vero il contrario. Dovrai eseguire una riscrittura approfondita seguendo l’editing per migliorare enormemente il manoscritto.
Considera l’editing come un’occasione di apprendimento. Se non hai intenzione di imparare, risparmia i soldi… ma non aspettarti di venire pubblicato o di essere preso sul serio come scrittore.

(Michael Garrett, editor e autore)

Esistono tre tipologie fondamentali di Editing, con definizioni non sempre uguali da editor a editor a causa del livello di sovrapposizione parziale tra di loro. La sovrapposizione può essere tale da portare le tipologie a ridursi a due, scartando quella centrale e ridistribuendone i compiti nelle altre due o talvolta dando alla prima il nome della seconda e sommando le caratteristiche di entrambe.
Per maggiore semplicità e chiarezza userò le tre tipologie, senza mischiarle, e riferendomi nello specifico alla Narrativa. Per il tipo di lavoro svolto da AgenziaDuca.it vi rimando alla pagina Servizi e Tariffe.

 

 

Content Editing

Anche chiamato Developmental Editing e talvolta Structural Editing. Questo è l’Editing che si occupa del libro nel complesso. Analizza il quadro generale pensando ai dettagli minuti. Trama e personaggi, l’uno in funzione dell’altro, sono i due campi principali su cui agisce il Content Editing.

I personaggi devono essere “vivi”, non marionette da usare a casaccio: quello che fanno e come rispondono agli eventi deve essere credibile e coerente con ciò che il lettore sa già di loro. Le loro azioni parleranno per loro, per questo non dovranno contraddirsi: se il personaggio prima è un taccagno e poche pagine dopo è uno spendaccione, senza alcun motivo ragionevole per questo cambiamento, il lettore penserà che il personaggio soffra di personalità multiple… e che l’autore è un incompetente.

La trama deve avere conflitti a sufficienza e nel posto giusto, con una crescita continua dei picchi di suspense e piccoli cali controllati dopo ognuno per mantenere sotto controllo il ritmo degli eventi. Una buona conoscenza del Genere di riferimento è indispensabile per ottimizzare le scelte e aiutare a riprogettare l’opera sapendo quali altre opere simili esistono sul mercato, anche solo per suggerire letture utili all’autore o buone idee presenti in opere poco conosciute (fondamentale nella Fantascienza, narrativa di idee per eccellenza).

Il Content Editing si occupa anche della premise e del tema dell’opera, per verificare che le scene non siano un’accozzaglia casuale, per quanto singolarmente ben scritte, ma abbiano un motivo per trovarsi lì, sostenendo un’idea generale alla base dello scritto. Qualsiasi idea, anche “la violenza risolve sempre i problemi” per un Fantasy a base di barbari spaccaossa: basta che sia coerente fino in fondo.
Se la premise dell’opera è “proteggere la famiglia porta a una vita di crimini”, è bene che la storia sia coerente dall’inizio alla fine con questa idea, possibilmente sviluppandola con un conflitto morale del personaggio costretto suo malgrado al crimine per difendere la famiglia (Il Padrino). Non deve all’improvviso trasformarsi in “una vita onesta premia sempre l’uomo”. Il lettore magari non coglierà il problema di fondo, ma avrà la sensazione spaesante che il libro sia diventato un altro libro.

Il Content Editing fornisce consigli e informazioni su campi del sapere in cui l’editor ha sufficiente esperienza per correggere l’autore o suggerire modifiche al testo. Per un romanzo di guerra ambientato in un 1915 alternativo in cui il conflitto mondiale si è esteso anche su Marte, serve una solida conoscenza della Fantascienza moderna e ottocentesca, oltre alla lettura sia di romanzi che di memoriali ambientati durante la Grande Guerra. Fanno comodo una buona infarinatura di storia militare, armi da fuoco (soprattutto nei dettagli d’uso spiccioli per suggerire guasti, inceppamenti, accuratezza del tiro, effetti dei proiettili ecc…), tattica e logistica del periodo, combattimento corpo a corpo col pugnale e con la baionetta inastata, effetti della bassa gravità e qualsiasi altra cosa, incluse le buone maniere, la moda e la vita comune dell’epoca, se le scene lo richiedono.
Più l’editor è istruito sugli argomenti trattati dal libro, più potrà aiutare.

Come nel caso di molte altre professioni, gli editor di libri hanno spesso esperienza solo in poche categorie specifiche. Nessuno è qualificato per revisionare professionalmente qualsiasi cosa. Per esempio, un editor di libri per bambini può essere di scarso aiuto nell’editing di un romanzo di fantascienza. Spesso declino il lavoro quando non mi sento l’editor più adatto per un certo manoscritto. In questi casi invito i potenziali clienti a cercare altri editor prima di decidere di scegliere me.

(Michael Garrett, editor e autore)

Infine il Content Editing si sovrappone al Line Editing intervenendo sul testo con consigli tecnici per scrivere al meglio i dialoghi, mostrare i dettagli importanti, descrivere in modo efficace, scegliere e utilizzare in modo adeguato il Punto di Vista per trovare quello che scatena al meglio le potenzialità dell’opera e dell’autore.
Un intervento dettagliato in questo campo è però compito del Line Editing.

 

 

Line Editing

Il Line Editing fa proprio ciò che il nome suggerisce: si occupa riga per riga del testo. L’obiettivo principale è perfezionare la tecnica narrativa, molto più di quanto sia incluso in un Content Editing puro.

Gli obiettivi di un buon Line Editing sono quelli della buona Narrativa:

[…] prendere il lettore, immergerlo nella vicenda così a fondo da renderlo inconsapevole sia di stare leggendo che dell’esistenza di un autore, in modo che alla fine possa dire e credere “io ero lì, io c’ero”.

(Ford Madox Ford)

L’uso efficace del Punto di Vista, delle descrizioni, dei dialoghi ecc… è lo strumento per ottenerlo.
Per maggiori informazioni su cosa sia la buona Narrativa, vi invito a leggere l’articolo dedicato alla Narrativa come forma di Retorica.

L’editor deve possibilmente conoscere bene il Genere di cui si dovrà occupare, ma la necessità è inferiore rispetto al Content Editing. A parte le eccezioni specifiche presenti nel Rosa e nel Comico, le regole generali della scrittura sono applicabili senza eccezioni a Fantascienza, Thriller, Fantasy, Romanzi Storici e Mainstream non-Literary.
Se l’editor non è ferrato nello specifico Genere, può concentrarsi più sul Line che sul Content Editing e fornire più esempi, più spiegazioni, più note dettagliate al posto di note brevi che rimandino ai documenti di spiegazione allegati ecc…

In ogni caso un editor esperto nel Genere scelto è meglio di uno inesperto, visto che potrà dare consigli di Content Editing oltre a occuparsi della sola forma del testo.

Quanto tempo richiede un line editing serio, fatto bene?

Un manoscritto da 100.000 parole, revisionato da un editor esperto, può richiedere dalle 75 alle 100 ore di lavoro prima di essere inviato all’autore, più altre 10 o 20 dopo che l’autore lo ha visionato.

(The Chicago Manual of Style, sedicesima edizione)

Un centinaio di ore se parliamo di un testo già buono, che è effettivamente possibile sistemare e in cui è possibile segnalare all’autore modifiche da fare. Poi dipende sempre da quanto si è puntigliosi e precisi nell’analisi, da quanto il lavoro deve essere implacabile e approfondito.

Nel mio caso, con un testo che era nettamente sopra la media di quelli pubblicati in libreria, Soldati a Vapore di Diego Ferrara, mi sono trovato a inserire anche venti commenti a pagina, di cui parecchi lunghi e articolati per spiegare al meglio le modifiche che volevo suggerire, oltre alle correzioni rapide come cancellazioni di parole e piccole aggiunte:

Miniature a titolo indicativo: pagina con quantità media di commenti (12) e modifiche; pagina con quantità elevata di commenti (24) e modifiche.

Per un Line Editing approfondito, incluso il lavoro su alcuni capitoli riscritti dall’autore per vedere se ha capito come fare le modifiche, il genere di lavoro tecnico che non ignora alcuna riga e non accetta nessun calo stilistico nel testo, una stima di 200 ore per 100.000 parole è più ragionevole. Un lavoro estremamente specializzato che poche persone sanno fare, e che a giudicare dai risultati in libreria nessun editore italiano che ho conosciuto fa, pagandolo 6 euro a cartella (una tariffa ragionevole) costerebbe 1800 euro che equivalgono, tolta l’IVA, ad appena 7,4 euro all’ora.

Secondariamente il Line Editing può sovrapporsi al Copyediting, segnalando refusi ricorrenti, correggendo errori grammaticali e suggerendo come migliorare la formattazione del testo.

 

 

Copyediting

Questo è in pratica l’unico Editing fatto ancora in molte case editrici. Questo succede anche negli USA, a giudicare dalle lamentele degli stessi editor sul fatto che da vent’anni le cose stanno andando sempre peggio. Il vero editor, mestiere tradizionalmente “da gentiluomini”, è ormai snobbato perché troppo costoso rispetto alla sua utilità.
Non è che gli altri Editing non si facciano perché non servono a migliorare la qualità del libro, ma perché gli editori hanno scoperto che la massa del pubblico non è in grado di distinguere un libro scritto male da uno scritto molto bene. L’argomento (vampiri innamorati, segreti e complotti della Chiesa Cattolica, maghetti a scuola ecc…) è l’unica cosa che importa davvero ai lettori da uno o due libri l’anno i cui acquisti si possono pilotare per creare a tavolino un Best Seller.
Anche perché i lettori che pretendevano la qualità hanno smesso da parecchio tempo di dare soldi agli editori e ormai prendono i libri in biblioteca o li scaricano da Internet gratis per non premiare chi ha distrutto con il proprio banditismo la qualità media della Narrativa.

Ciò che i lettori possono notare è un testo con refusi, parole che si possono scrivere in più modi che cambiano la forma scelta da una pagina all’altra (es: obiettivo o obbiettivo), formattazione pessima, grammatica zoppicante e cose così. Il lavoro di Copyediting si sovrappone parzialmente al Line Editing e alla Correzione delle Bozze. È ormai l’unico tipo di Editing fatto nelle case editrici, quanto meno perché necessario per gestire e produrre il documento di stampa in PDF del romanzo che si sta curando.
E pure su questo gli editori stanno iniziando a risparmiare, sia in Italia che negli USA. Talvolta imponendo un Line Editing con le tariffe (molto inferiori, meno della metà, di norma) del blando Copyediting.

Gli stessi editori però, negli USA, ancora pretendono che il testo di un autore inedito arrivi presso di loro (o presso gli agenti che li selezionano) quasi pronto per la stampa, senza problemi di trama, ben formattato e con uno stile di buon livello. Per questo motivo l’Editor ha ormai più il compito di fare da scuola di scrittura agli autori inediti/amatoriali che quello di sistemare gli orrori prodotti in serie da autori “professionisti” che scrivono solo per ottenere l’anticipo sul romanzo, scegliendo l’argomento in base alla moda del momento, e se ne fregano di scrivere male se questo permette loro di finire l’opera in un quarto del tempo.

 
Rimane infine la Correzione delle Bozze, o Proofreading, che non è un tipo di Editing: per farlo basta il tradizionale professore di lettere che ha bisogno di un’integrazione allo stipendio, in grado di verificare gli errori grammaticali e i refusi. Deve comunque sapere quando non correggere (gli errori nei tempi verbali nelle battute di dialogo di un adolescente non sono come gli errori di un professorino puntiglioso) e seguire eventuali indicazioni ulteriori fornite col testo. Nulla che richieda anni di studio di tecniche narrative o simili, solo un occhio da esperto per cogliere in due o tre letture il 99% dei refusi.

Non confondere l’editing con il proofreading. Qualsiasi professore di lettere decente può fare il proofreading del manoscritto per correggere/identificare la grammatica cattiva, gli errori di punteggiatura, le frasi incomplete, etc. […] I professori di lettere non sono qualificati per valutare un manoscritto con gli occhi dell’industria editoriale.

(Michael Garrett)

È diffusa l’errata idea che il proofreading sia collegato all’editing, e il termine proofreading è talvolta usato per riferirsi al copy editing e viceversa. Nonostante vi sia necessariamente una certa sovrapposizione […] i proofreader tipicamente sono privi di reale autorità editoriale o manageriale, avendo solo il compito di segnalare problemi a compositori editoriali, editor e autori. Per chiarire la questione fin dall’inizio, alcune offerte di lavoro includono l’avviso che il lavoro offerto non è in una posizione di redattore o di creativo e non lo diventerà […] proofreading ed editing sono due responsabilità fondamentalmente separate.

(en.wikipedia.org)

La Correzione delle Bozze è molto importante e un testo con troppi errori verrà visto come poco professionale, indegno di essere pagato, e riceverà moltissime critiche negative sia per i refusi (reali) che per errori immaginari (nati dal fastidio causato dagli errori). Se volete uccidere la vostra opera e rovinarvi la reputazione, mettetela in vendita zeppa di errori.

Queste sono le definizioni tradizionali.
Come già accennato, nell’editoria si cerca apposta di confondere le acque sui doveri e sui compensi dei diversi compiti, per risparmiare ricattando giovani editor alle prime armi, spesso poco competenti e disperati. Editor novelli che un tempo sarebbero stati presi sotto l’ala dell’editor anziano, come apprendisti nella Casa Editrice, mentre al giorno d’oggi gli editor esperti lavorano in proprio, visto che le Case Editrici hanno preferito esternalizzare il lavoro, uccidendo così la tradizione dell’editor gentiluomo che educa al meglio i propri successori in un’arte, l’Editing, che non ha titoli accademici precisi in base al quale selezionare il personale.

E così ormai si paga la tariffa del Copyediting, ma si pretende il Line Editing. O, peggio ancora, si paga la tariffa del Proofreading e poi si pretende anche un lavoro tecnico sul testo (formattazione, adesione agli standard della collana, correzioni sulla tecnica narrativa) come se fosse Copyediting.
L’editore che lo fa è un disonesto e uno sfruttatore. Chi accetta senza battere ciglio, magari pure felice di farlo perché non ha le competenze professionali per pretendere un trattamento onesto, è uno sfruttato e un crumiro. Il risultato del lavoro è spesso un obbrobrio: l’editore riceve in base a quanto ha pagato, ovvero pochissimo o addirittura correzioni sbagliate: quando si paga troppo poco spesso si ottiene meno di quanto si è pagato.
Le librerie sono piene di romanzi che lo testimoniano.

 
Per il lavoro svolto da AgenziaDuca.it vi rimando a Servizi e Tariffe.